domenica 1 febbraio 2009


Il National Museum of the American Indian che raccoglie opere e testimonianze dei nativi americani, aprirà una quarta sezione online, accanto alle tre che potevano già essere visitate a Washington e a NewYork.


Il museo virtuale dovrebbe consentire di visionare gli 800.000 oggetti presenti nella raccolta nazionale sugli indiani d'america di cui solo poco più dell'1% può essere attualmente visibile dai visitatori.


Questo il sito:

lunedì 25 febbraio 2008

Alcatraz e i Pellerossa






L'isolotto in cui si trova il più noto penitenziario americano, già chiuso da anni, potrebbe essere trasformato in "Centro Internazionale della Pace".
Un gruppo di Nativi Americani lo occuparono per un anno e mezzo nel '69-'70 per dare voce ai propri diritti. Scrissero sui muri dell'ex carcere " Indians welcome on Indian Land" e "You are on Indian Land." Reclamavano i propri diritti sull'isola in base al Contratto di Fort Laramie del 1868, secondo il quale gli Indiani potevano reclamare per sé terreni pubblici non utilizzati. Ofrirono al governo americani 24 dollari, lo stesso prezzo che 300 anni prima "l'uomo bianco pagò per l'acquisto di un'isola simile" (Manhattan).

"Noi, popoli indigeni dell'America, reclamiamo la terra conosciuta come Alcatraz in nome di tutti gli Indiani d'America ...Crediamo che questa richiesta sia giusta e adeguata e che questa terra dovrebbe esserci riconosciuta finché i fiumi scorrono e il sole splende". Indians of All Tribes. San Francisco, 20 novembre 1969

Iniziarono da allora le proteste del movimento "Red Power" (1969-1978) che realizzerà oltre 70 occupazioni e manifestazioni.

domenica 10 febbraio 2008

Obama e i Pellerossa

Barack Obama ha incontrato ad Albuquerque, in New Mexico, alcuni leader delle tribù di nativi americani che vivono nelle riserve
Ha detto che nel suo programma le sorti dei Pellerossa sono «in cima alla mia agenda di presidente», promettendo la nomina di «consigliere a tempo pieno per le questioni degli indiani-americani» e di voler «organizzare ogni anno un summit con i leader di tutte le tribù» che riconoscerebbe il riconoscimento reale di una «sovranità» che i trattati di pace prevedono solo sulla carta.
Obama ha promesso inoltre fondi per sanità ed edilizia scolastica.
«Da presidente garantirò la tutela dei luoghi sacri e delle tradizioni culturali degli indiani americani».
Al suo fianco Tom Daschle, già rappresentante a Washington per 26 anni delle istanze di 7 riserve indiane in South Dakota.
L'Indian Country, organo di stampa dei pellerossa americani, sostiene la sua candidatura.

domenica 27 gennaio 2008

La Memoria in un libro

Questa la bella iniziativa di "la penna che graffia" per la Giornata della Memoria

Oggi, più che mai, la memoria storica dell’Olocausto sembra in pericolo: quella dei sopravvissuti attaccata dal tempo, quella storica vilipesa da ogni parte.Certamente i libri paiono in grado di porre un argine a questo fenomeno di erosione, e senza immaginare un mondo come quello di Bradbury, dove alla mente dell’uomo è affidata la tutela di libri ormai distrutti, credo che la nostra memoria possa offrirci un prezioso aiuto e contribuire a costruire un piccolo catalogo dei migliori libri che narrano di questa incommensurabile tragedia.Inizierò ad inserirne uno io, e a chiedere lo stesso sforzo ad alcuni amici, cui sarà demandato il compito di trasmetterlo ad altri. Da parte mia cercherò di andare a recuperare le varie segnalazioni in modo di offrire un quadro il più completo possibile.Quindi, visto l’approssimarsi del “Giorno della Memoria”, se è possibile, chiedo agli amici nominati di ricopiare questa introduzione sul loro blog in modo che possa fungere da indice, e di aggiungere un titolo in coda agli altri titoli.Ovviamente, il contributo di tutti è ben accetto, anche senza una segnalazione da parte di qualcuno.“ la penna che graffia” chiede un titolo a Comicomix, Lisa e Francesco,la Memoria in un Libro (Biblioteca Virtuale sull'Olocausto):
“la penna che graffia” consiglia la lettura di “Luna di miele ad Auschwitz” di Francesco Rotondi
Zefirina consiglia la lettura di "Sopravvivere" di Bruno Bettelheim
Uyulala consiglia la lettura di "Giustizia, non vendetta" di Simon Wiesenthal
Nonsolopane consiglia la lettura di "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Lisa consiglia la lettura de "L'amico ritrovato" di Fred Uhlmann
the rat race consiglia la lettura di Paul Celan (Meridiani - Mondadori)
contaminazioni consiglia la lettura di "Essere senza destino" di Imre Kertesz
suburbia consiglia la lettura di "Quando Hitler rubò il coniglio rosa" di Judith Kerr (per ragazzi)
haramlik consiglia la lettura di "Come si diventa nazisti" di William Sheridan Allen
totentanz consiglia le lettura di "I sommersi e i salvati" di Primo Levi
comicomix consiglia la lettura di "Album Auschwitz" pubblicato da Einuadi, e ci lascia questo bellissimo racconto
licenziamento del poeta consiglia la lettura di "Il razzismo in Europa. Dalle origini all'Olocausto" di Georg L. Mosse
agentealcairo consiglia la lettura di "Vedi alla voce: amore" di David Grossman
alberto cane blog ci lascia un libro un po' particolare
riverinflood consiglia la lettura di "L'istruttoria" di Peter Weiss
Francesco Rotondi consiglia la lettura di "Scienza e razza nell'Italia fascista" di Giorgio Israel
pensatoio consiglia la lettura di "L'industria dell'Olocausto" di Norman Finkelstein
Franca consiglia la lettura di "Il fumo di Birkenau" di Liana Millu
Adriano consiglia la lettura di "Una lapide in via Mazzini"racconto di Giorgio Bassani tratto da Dentro le mura - Il romanzo di Ferrara
Astrid consiglia la lettura di "Vivere ancora" di Ruth Klüger

Pubblicato da riccardo gavioso

Il libro e il film che consiglio è "Il pianista" di di Wladyslaw Szpilman Baldini & Castoldi, 1999

lunedì 24 dicembre 2007


Gli indiani Lakota- Sioux, la tribù di Toro Seduto e Cavallo Pazzo, hanno stracciato i trattati con gli Stati Uniti.

Una delegazione ha consegnato un messaggio al Dipartimento di Stato, annunciando la recessione unilaterale dgli accordi firmati con il governo federale, alcuni piu' di 150 anni fa:


"Adesso quei trattati non sono altro "che parole senza senso su carta priva di valore"


hanno denunciato i leader della tribu', in una conferenza stampa.


I territori Lakota spazionano in 5 Stati: Nebraska, South Dakota, North Dakota, Montana e Wyoming.

giovedì 27 settembre 2007

Poesia




O Grande Spirito la cui voce io odo nel vento, e il cui
alito reca la vita a tutto il mondo, ascoltami!


Io sono piccolo e debole ed ho
bisogno della tua forza e della tua sapienza.


Fammi procedere fra tutto ciò che è bello e lascia che i
miei occhi possano sempre ammirare il tramonto rosso e purpureo.


Fa' che le mie mani rispettino ciò che tu hai creato ed
affina le mie orecchie perchè possano sentire la tua voce.


Rendimi saggio così ch'io possa capire le cose che
tu hai insegnato al mio popolo.


Permettimi di imparare la lezione che hai celato in ogni
foglia e in ogni sasso.


Io voglio esser forte non per primeggiare sul mio
fratello, bensì per combattere il mio più grande nemico: me stesso.


Fa ch'io sia sempre pronto a venire a te
con mani nette e sguardo leale.

Affinchè, quando la vita declinerà al calar del tramonto,
il mio spirito possa presentarsi a te senza onta.

martedì 25 settembre 2007

COCHISE


Cochise (Chiricahua Mountains 1812 (o 1815?) - Dragoon Mountains 9.6.1874) fu con Geronimo uno dei più importanti capi Apache.

Resistette alle invAsioni di messicani e statunitensi .

Cochise e gli Apache Chiricahua vivevano nell'attuale zona di Sonora , nel New Mexixo, e in Arizona.

Il governo messicano iniziò una serie di operazioni militari per catturare o neutralizzare i Chiricahua, ma essi incontrarono la resistenza strenua di Cochise e degli Apache.

Con glia americani ebbe pochissimi rapporti anche dopo la firma del trattato del 1852. Negli accordi Cochise si impegnò a garantire la sicurezza del tragitto del primo servizio postale per San Francisco, il Butterfield Overland Mail.

Intaccò il rapporto di Cochise con gli americani il rapimento del figlio di un colono.

Il luogotenente Bascom andò al Passo Apache per vendicarsi di Cochise, cercando di ingannarlo sventolando una bandiera bianca. Cochise si dichiarò innocente e catturato riusci a scappare ma la vicenda si concluse con l'impiccagione dei parenti di Cochise. Dopo quella triste vicenda Cochise si alleò allora con suo suocero Mangas Coloradas e i suoi Apache terrorizzarono per anni Arizona e New Mexico.

Anche dopo la resa di una parte dei Mescalero, Cochise continuò a lungo la sua lotta, rifiutando trattative con gli americani che riteneva inaffidabili, Sconfiggendo anche il luogotenente Cushing, considerato invincibile.

Quando si incontrò con il generale Granger che gli chiedeva di ritirarsi nelle riserve, così gli rispose:


"Le mie parole sono sincere, non voglio imbrogliarti, ma non voglio
neanche essere imbrogliato. Ciò che voglio è una solida e duratura pace. Quando
Dio creò la terra, ne diede una parte ai bianchi e un'altra agli Apache..,
Perché si sono scontrati? (...) I bianchi mi hanno cercato a lungo, ora sono
qui. Che cosa vogliono?... Perché danno tanto valore alla mia persona? Non sono
più il capo di tutti gli Apache, non sono ricco, sono solo un povero uomo. Il
mondo non è stato sempre così. Dio non ci ha creati uguali a voi. Siamo nati
come gli animali tra l'erba secca, non in un letto come voi. Per questo di notte
ci muoviamo come animali rapiniamo e rubiamo. Se avessimo ciò che voi possedete,
non avremmo bisogno di comportarci così. Non ho alcun potere sugli indiani che
rubano e uccidono, altrimenti lo impedirei... Dio mi ha ordinato di venire qui.
Mi ha detto che sarebbe bene vivere in pace, per questo sono venuto (...) Quando
ero giovane e percorrevo questo paese vedevo solo Apache e nessun'altra persona.
Molti anni dopo viaggiai di nuovo in questo paese e vidi che altre persone erano
venute, per prenderne possesso. Perché?"
Granger e Cochise si accordarono e il capo Apache promise la pace ma quando il governo americano si ostinò nel voler trasferire i suoi Chiricahua nelle riserve, Cochise ritornò a combattere.

Cochise accettò la pace solo quando gli fu promessa una riserva nelle sue Chiricahua Mountains.

Ma per l'ennesima volta il governo non mantenne i patti e decise di trasferire gli Apache nella riserva di San Carlos. Cochise malato disse ai suoi vicecapi di non lasciare la loro patria e poco dopo morì.

Non si sa dove Cochise venne sepolto, perché il suo amico Tom Jeffords portò il segreto nella tomba.

Gli fu dedicato il Cochise Memorial Park nelle Dragon Mountains, dove si trova una targa con su cscritto :


Nel 1874 Cochise morì qui nel suo rifugio in montagna che amava più di
ogni altra cosa. Fu il più grande guerriero apache e i suoi lo seppellirono in
segreto, tanto che il luogo della sua tomba è rimasto sconosciuto.


Gli successe come capo suo figlio Taza, che il padre aveva scelto come suo successore